I bagni di fieno

I bagni di fieno

I bagni di fieno

I bagni di fieno sono delle immersioni in erbe di montagna fresche in via di fermentazione. La terapia è più propriamente nota come fitobalneoterapia e affonda le sue origini in Trentino Alto Adige, secondo antiche usanze, i contadini di questa Regione avevano l’abitudine di riposarsi dalle fatiche del lavoro nei campi adagiandosi su giacigli di fieno di taglio fresco e al mattino si risvegliavano completamente ritemprati e riposati.

La fama della terapia del fieno si è poi diffusa trasformandosi, poco per volta, da pratica di tipo prettamente popolare a terapia termale del fieno. Il primo documento che testimonia il riconoscimento della fitobalneoterapia risale al 1803.

Per ottenere effetti positivi e duraturi sono necessarie alcune condizioni. Il fieno deve essere di ottima qualità e derivare quindi da prati gestiti secondo metodi naturali, in cui vi abbondino anche erbe cosiddette speciali (come l’arnica), che variano a seconda delle zone di montagna.

Le erbe utilizzate per gli impacchi di fieno crescono spontaneamente in montagna e sono ricche di proprietà curative, vengono raccolte la sera o nelle prime ore dell’alba, prima che si asciughi la rugiada. Successivamente sono collocate in ampie vasche e lasciate a macerare per diversi giorni durante i quali raggiungono una temperatura intorno ai 55° – 65° C.

Vengono usate soprattutto l’arnica montana, la genziana, l’achillea millefoglie, l’hypericum, il timo, l’aconito, il mirtillo, la Pulsatilla Alpina e il trifoglio. La raccolta avviene su prati nei quali è vietato il pascolo, la concimazione con materiale organico e inorganico e il transito di mezzi.

I principi attivi di queste erbe esercitano un’azione analgesica e revulsiva. L’erba viene tagliata a circa 1.500 metri di altitudine e quella raccolta fra metà luglio e la prima decade di agosto è la migliore in assoluto. Nei periodi al di fuori della stagione di raccolta l’erba viene avvolta nel polietilene e compressa in rotoballe, in questo modo è possibile conservarla mantenendo inalterata la sua efficacia.

Ci sono dei fattori che influenzano e determinano i livelli delle temperature come la composizione delle erbe, l’epoca della raccolta, il tipo di confezionamento, la lunghezza dell’erba, l’umidità e le modalità di arieggiamento delle vasche. Un’umidità troppo alta può dar luogo a cattivi odori dovuti al sopravvento di funghi sui batteri. Il riscaldamento è determinato inizialmente dalla respirazione delle cellule vegetali e, in seguito, dal calore metabolico provocato dai batteri termofili i quali fermentano gli zuccheri.

In un contesto di anaerobiosi (modo di vita senza ossigeno libero) i batteri lattici causano la fermentazione degli zuccheri semplici e lasciano i polimeri (amido, cellulosa) inalterati. In un secondo momento la combustione dei polimeri, attuata dai batteri aerobi, determina l’innalzamento termico. Durante la fase di fermentazione e appassimento i glucosidi si trasformano in cumarina (il caratteristico odore del fieno) il quale è solubile in acqua e altresì nei grassi e dona effetti piacevoli sul corpo.

Le vasche termali sono preparate ogni quindici giorni, sul fondo viene adagiato uno strato di paglia che serve per assorbire l’acqua prodotta dal processo di fermentazione, sopra questo strato viene messo un altro strato di circa 50 centimetri di erba fresca che è poi lasciata a riposare per quarantotto ore coperta da tavole in legno per impedire l’evaporaspirazione e consentire il riscaldamento.

L’immersione nell’erba in fermentazione avviene a corpo nudo, eccetto il capo (che viene protetto), per 15-20 minuti la prima volta, fino ad arrivare, gradualmente, a 30. Dopo, la persona viene avvolta in coperte e sistemata per 40-60 minuti su un lettino di reazione, in una sala calda attigua a quella dei bagni. 

Il trattamento col fieno prevede immersioni durante le quali la temperatura si eleva a livelli tra i 40° e i 70° C stimolando un’accentuata sudorazione che continua anche una volta terminato il trattamento. La sudorazione, che nella prima fase è molto intensa, si protrae anche per 3-4 ore e lascia un senso di benessere che dura per tutto il giorno. In certi centri viene praticato un massaggio al termine della seduta.
Un ciclo di fitobalneoterapia è composto, in media, da dieci sedute.

La sudorazione è inizialmente molto forte e si prolunga anche per 4 ore. Il paziente in questa fase deve reintegrare i liquidi persi con l’assunzione di bevande e tisane. A seduta terminata viene solitamente effettuato anche un massaggio rilassante. 

La stagione dei bagni di fieno inizia da fine luglio e si protrae sino a fine settembre. Il forte calore e il ricambio idrosalino causato dalla sudorazione donano una prolungata sensazione di benessere e l’assorbimento dei principi attivi delle erbe conferisce alla pelle un aspetto più liscio e più tonico.

Gli effetti curativi dipendono dal contenuto di diverse erbe medicamentose. Queste possono variare molto in funzione della località.

Si parla di effetti benefici su:

  • artrosi 
  • forme infiammatorie articolari post-traumatiche (dovute a fratture o altro) 
  • forme infiammatorie blande, quali l’artropatia psoriasica (malattia delle articolazioni provocata dalla psoriasi), la spondiloartrite (artrite a carico delle articolazioni vertebrali), nel dolore cronico della colonna vertebrale e nella sindrome del tunnel carpale. 
  • spasmi muscolari (contratture) 
  • rigidità articolari 
  • reumatismi non in fase acuta 
  • fibromialgia (malattia dolorosa che colpisce le fasce muscolari) 
  • malattie osteoartrosiche